Cosa ci rimarrà dell’abbraccio?

Cosa lasceremo ai posteri dell’abbraccio in periodo COVID-19? Ci saranno le persone, i sentimenti e grande spazio all’emozione?L’arte ci ha sempre lasciato testimonianze di grande suggestione di abbracci tra donne, uomini, bambini, madri e figli, amanti. Come sarà il futuro? Nell’arte vi voglio raccontare di….

Puliki, un’opera creata con polvere di gesso, che è sparita alla prima pioggia, ma ha lasciato traccia grazie alla sapiente documentazione mediatica, che l’ha resa viva per sempre. Con essa l’autrice lancia un appello a sostegno della natura e un grido d’allarme verso i cambiamenti climatici. Sean Yoro, l’autrice conosciuta come Hula, descrive così la sua opera: “Si tratta del bisogno dell’umanità di abbracciare e proteggere madre natura, necessità mai sentita forte come ora. È un murales temporaneo realizzato in una foresta sui segni lasciati dal fuoco doloso che ha danneggiato fortemente gli alberi.” È stato utilizzando un gesso con pigmenti naturali, che scorre via con l’acqua. Prima che sia troppo tardi, Hula desidera sensibilizzare la nostra umanità portandola, virtualmente, ad abbracciare alberi secolari danneggiati da incendi dolosi appiccati per far spazio ad interessi economici. “Un albero è qualcosa di vivo, di buono che si ama perchè, allo stesso tempo, lui ama noi.”

 

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