Visto non significa ricordato.

E la differenza può valere un cliente.

Oggi comunicare sembra semplice, hai uno smartphone, apri Instagram e pubblichi qualcosa. Qualcuno lo vedrà, magari metterà un like e domani pubblichi qualcos’altro, e così via. È diventato naturale pensare che la presenza digitale coincida con la comunicazione, ma non è così. Il problema non è il digitale che è uno strumento straordinario che permette di raggiungere persone, raccontare prodotti e servizi, creare relazioni, costruire comunità e mantenere un contatto continuo con il proprio pubblico. Il problema nasce quando lo strumento diventa l’intera strategia. Questo riguarda soprattutto le nuove professioni, professionisti che sono cresciuti con i social e che spesso hanno imparato autonomamente a comunicare attraverso Instagram, LinkedIn, TikTok o altri strumenti digitali; ma tocca anche aziende molto più strutturate che hanno progressivamente concentrato gran parte della propria comunicazione sui social. Il risultato può essere una presenza molto intensa, ma non necessariamente una presenza memorabile. Perché il feed passa. Una persona può vedere il tuo post questa mattina e non ricordarsene più nulla questa sera. Non è colpa del contenuto è la natura stessa del mezzo. La velocità,suo punto di forza, può diventare anche il suo limite. Una comunicazione efficace deve creare più occasioni di contatto e, soprattutto, deve mantenere la stessa identità in ciascuna di esse. Se cliente ti incontra sui social, poi visita il tuo sito e riceve una mail. Se, invece entra nel tuo negozio, nel tuo studio o nei tuoi spazi, vede un’insegna, prende in mano il tuo biglietto, sfoglia una brochure e..parla con te. Sono tutti momenti di comunicazione e  tutti contribuiscono a costruire la stessa cosa: la percezione che avrà di te. Non è una contrapposizione tra biglietto non e smartphone. Ma è una semplice parola ricordami. Non è nostalgia della carta è un promemoria. La comunicazione non dovrebbe limitarsi a chiedere: “Come posso farmi vedere?” ma “Come posso farmi riconoscere?” e ancora: “Cosa rimarrà di me quando questo contenuto sarà scomparso dal feed?” Una comunicazione contemporanea non sceglie tra digitale e analogico. Li fa lavorare insieme. Il digitale può generare attenzione, la comunicazione può trasformarla in riconoscibilità, il social può portare qualcuno a conoscerti, ma un’identità coerente può convincerlo che sei la persona o l’azienda giusta. Una newsletter può riaprire una relazione, una brochure può approfondire. Un incontro può consolidarla. Non sono strumenti alternativi ma  pezzi dello stesso racconto. E qui torna quella parola. Ricordami. Non significa: “Fammi vedere.” ma “Lasciami qualcosa.” Un’immagine, una frase, un’idea, un modo di presentarmi un tono, un’identità. Qualcosa che, quando domani il cliente avrà bisogno di ciò che offro, gli faccia pensare proprio a me. Perché alla fine la comunicazione non si misura soltanto in visualizzazioni. Si misura anche in ciò che resta quando le visualizzazioni sono finite. Una domanda da farsi prima del prossimo post Se domani sparissero tutti i tuoi social, il tuo cliente avrebbe comunque un motivo per ricordarsi di te?Se la risposta è sì, hai costruito una comunicazione. Se la risposta è no, forse hai costruito soltanto una presenza digitale.

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